Palazzo Strozzi

Restauro delle coperture

“Costruire, significa collaborare con la terra, imprimere il segno dell'uomo
su un paesaggio che ne resterà modificato per sempre;contribuire inoltre a
quella lenta trasformazione che è la vita stessa delle città.”
Marguerite Yourcenar

 

Il palazzo è rimasto di proprietà della famiglia Strozzi fino al 1937, quando venne acquistato dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni, restaurato e successivamente ceduto allo Stato nel 1999. Attualmente è sede di quattro importanti istituti:
il Gabinetto G. P. Vieusseux,
l'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento,
l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM),
la Fondazione Palazzo Strozzi.

The building has been owned by the Strozzi family until 1937, when it was purchased by the National Institute of Insurance, restored and subsequently sold to the state in 1999. It is currently home to
four major institutions:
the Cabinet G. P. Vieusseux,
the National Institute of Renaissance Studies,
the Italian Institute of Human Sciences (SUM),
the Palazzo Strozzi Foundation.

Valore dell’intervento/Value of Intervention: € 200.000,00
Durata dei lavori/Time Line: 240 giorni/days

Tipologia dell’intervento: l’intervento in oggetto si rende necessario ed urgente al fine di eliminare alcune situazioni precarie e di pericolo che riguardano la falda di copertura prospiciente il cortile interno dell’immobile, ove in occasione di mostre e convegni vengono organizzati ricevimenti ed altre iniziative di grande richiamo.
Type of intervention: the measure in question is necessary and urgent in order to eliminate certain dangerous and precarious conditions affecting the slope of the roof overlooking the inner courtyard of the building, where in occasion of exhibitions and conferences are organized receptions and other events of great.

Notizie storico-artistiche: nel 1460 anche agli Strozzi, ricchi mercanti avversi ai Medici, fu permesso di rientrare in città dall’esilio. Nel 1489 Filippo poté così iniziare i lavori del nuovo palazzo di famiglia dopo aver acquistato varie casette preesistenti. Per il progetto il Vasari fa il nome di Benedetto da Maiano, il quale avrebbe fornito il disegno iniziale e quindi avrebbe iniziato i lavori sino alle bifore del primo piano mentre i capitelli e i peducci del cortile pare si debbano al Cronaca. E’ però più probabile che si sia trattato di un lavoro “a più mani” di certo nel 1489 maestro degli scalpellini era il Cronaca, che poi eseguì all’ esterno, l’alta cornice che chiude il perfetto cubo, quale ingrandimento di una cornice romana (la sua ampia dimensione portò all’adozione di particolari accorgimenti tecnici). Nel 1490 Filippo Strozzi richiese a Giuliano da Sangallo un modello che servì come fonte di suggerimenti. Il cubo presenta superfici esterne bugnate “a cuscino”; tali bugne, che diminuiscono il proprio aggetto salendo risultano poi divise nei piani da marcate cornici e da una fascia neutra che contrasta con quella assai decorata del Cronaca in alto. Anche in questo caso, come in palazzo Medici, si nota come ai quattro angoli del cortile interno vi sia, ancora una volta, una semplice colonna.
Historical and artistic information:In 1460 also the Strozzi, wealthy merchants adverse to the Medici, were allowed to return from exile in the city. In 1489 Philip was thus able to begin work on the new family palace after purchasing several existing houses. For the project Vasari called Benedetto da Maiano, which would provide the initial design and then he started work as far as the mullioned windows of the first floor, while the capitals and corbels of the court seems to be made by Cronaca. However, it is more likely that this was a “many hands” work. For sure, the stonemason master in 1489 was Cronaca, which then carried out the works for the external high frame that closes the perfect cube, which enlarges a Roman frame (whose large size was due to the adoption of special technical devices). In 1490 Filippo Strozzi asked Giuliano da Sangallo a model that served as a source of suggestions. The cube has external “cushion shaped” surfaces; these indentations, which decrease its overhang going up, are then divided into floors by marked cornices and by a neutral band that contrasts with the Cronaca’s much decorated one at the top. Also in this case, as in the Medici palace, it is possible to note that at the four corners of the inner court there is, once again, a simple column.